In questi giorni ho conosciuto Antonio, un ragazzo di 18 anni con il quale ho parlato del lavoro che gli piacerebbe fare da grande, lui mi ha risposto che il suo sogno è di lavorare nel campo delle arti visive.
La passione per la fotografia, il cinema, l’architettura lo ha spinto a voler intraprendere un percorso universitario alla facoltà di Architettura, ed una volta finito volare a Londra per vedere realizzati i suoi sogni.
La mia grande curiosità ha spinto a chiedere il perché volesse proprio trasferirsi a Londra, e lasciare la sua terra. Con molta semplicità mi ha raccontato le sue ambizioni.
Andare lì disegnare un grattacielo e vedere tutti i suoi desideri concretizzarsi.
Proprio questo è il pensiero costante di tanti, scappare via da qui per costruire il proprio futuro in altre nazioni.
Fuggire da qui, perché qui non c’è niente.
Mi ritengo un privilegiato perché ho continuato qui e l’ho fatto con tutta la mia passione. Se avessi fatto come Antonio sarebbe stato meglio o peggio, ma sarebbe stato di sicuro da qualche altra parte.
Lavorare in questo territorio ha molti contro ma, tutto sommato, questa è sempre stata casa mia.
Combatto da sempre cercando di fare rete con chi la pensa come me, con chi della sua casa ne fa una missione.
Un territorio come il nostro offre molteplici spunti, una scultura fatta di strati sovrapposti, che nel tempo danno una lettura sempre variegata e diversa.
Basti pensare a quando si passeggia tra le strade di Napoli, o si chiacchiera con gli anziani che sono le radici di ciò che siamo.
In ogni angolo scopri che c’è tanto da imparare e tanto da valorizzare.
