In questi giorni si sta materializzando un progetto che è nato per caso. Mentre sto scrivendo, migliaia di morti stanno riempiendo le righe dei giornali nazionali, le righe di codice sul web, la mente di chi sta rimanendo a casa, in quarantena. Una quarantena imposta per non aumentare ulteriormente i contagi da coronavirus.
In questo periodo mi sono sentito impotente, e esperto in un settore che tutto sommato non può salvare vite – Un designer non salva vite, al massimo le abbellisce – in un periodo così, mi sembra d’essere inutile. Guardo da lontano tutti quei medici ed infermieri che stanno in prima linea a combattere un mietitore silenzioso che sta decimando interi quartieri.
Chi resta a casa fa già tanto per la causa, lavora in maniera silenziosa alla battaglia contro il virus. La domanda è: chi resta a casa può fare qualcosa?
Qualche giorno fa in una riunione con i ragazzi dello studio, ho lanciato la prima idea. Che strano…un progetto per il web che nasce attraverso il web e non attraverso una chiacchierata dal vivo. Un progetto fatto di bit in digitale che nasce via internet e non davanti ad un caffè, oppure in un brainstorming, come accade da sempre in una realtà come il mio studio.
L’idea era nata semplicemente per realizzare un post sul web che regalasse un po’ di serenità, e poi la magia. Parlandone con i miei ragazzi quel piccolo seme ha cominciato a germogliare. In sostanza vorrei far nascere un movimento autonomo di designer che possano realizzare dei progetti grafici utili per aiutare delle cause nobili…cause sociali.
Non siamo medici e neanche biotecnologi ma possiamo essere un sostegno concreto, reale, dimostrando così che qualcosa può cambiare.
Questo collettivo, movimento o non so cosa possa essere dovrà avere un nome…su questo ci sto lavorando, vedremo nei prossimi giorni cosa ne esce fuori. Sono emozionato e gasato. Spero che riesca a partire, nelle prossime pagine ne parlerò dell’evoluzione se ci sarà.
