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Resto qui, immobile, sospeso fra un ieri e un forse ti farò sapere. Non riesco a salutarti dicendo ciao, e nemmeno a chiederti perché. Però lo faccio, ascolto il silenzio che mi gira intorno e vedo che oltre al rumore dell’hard-disk, e quello delle auto che sfrecciano in lontananza, io non sento niente. Cerco di capire ma non ci riesco, o forse ho già capito da tempo e me ne accorgerò domani. Scrivo un post-it sulla mia scrivania: “non ti dimenticare di riflettere”. Domani lo devo fare, devo almeno entro le tre del pomeriggio, riuscire a capire. Perché mi trovo solo, davanti al monitor spento, poggiato sulla mia scrivania con la penna fra le dita. E sono soltanto le cinque del mattino.

Sono fermo, con lo sguardo sospeso nel vuoto. Costringo gli occhi a guardare nel buio, a vedere immagini di uno spazio che non esiste. Osservo come passa il tempo, come gli alberi cambiano la loro forma, come le persone cambiano la loro residenza. La pioggia fuori si porta giù tutto quello che trova, come a lavare via i peccati di una società che continua a fare del male. Si sente in lontananza il rumore delle auto, che non si fermano. Flebile il miagolare della mia gatta, non la aprirà nessuno, e lei lo sa. Resto fermo con lo sguardo nel vuoto e credo che passerà dell’altro tempo ancora.

Con la testa sul cuscino guardo il soffitto della mia mente. I suoni si ovattano e corrono coi pensieri. Mi ritrovo adagiato su di un prato, sento l’odore della terra umida, dell’erba. Osservo la notte avvolgermi e il respiro tuo mi fa compagnia.

Ascolto la fiaba sussurrata dalla mia musa. Mi pare di sognare, rannicchiato in una scatola bianca, nascosto nei cassetti dell’anima. Io piccolo segreto di una vita ingrata. Sbadiglio dolce di chi aspetta il domani con attesa, e incessante desio. Affido a te, notte infinita, il sonno di lei… creatura dei sensi.

Ripercorrere un sentiero abbandonato da tempo. Scoprir d’essere osservato da chi osserva in te lo spirito pallido dell’eterno tuo sorriso. Lembi di un sentimento tenuti insieme dall’agonia di chi vive lontano. Scopre in te il nettare della vita.