Sforniamo figli analfabeti dell’estetica. L’arte nelle scuole non esiste più!

Vittorio Errico nel video sull'arte nelle scuole

L’arte a scuola non esiste! Non parlo solo della storia dell’arte che ormai è quasi scomparsa. Io mi riferisco all’espressione dei propri pensieri attraverso le tecniche visive più varie.

La cultura del bello si può salvare grazie alla scuola? Io credo fermamente che insegnare ai giovani il gusto per l’estetica sia un passo cruciale.

Signori miei, viviamo in un mondo dove la cultura del bello sta diventando un disastro totale! Quasi sta spacciando per bello il modo di vivere delle influencer, la piscina raso sul mare, lo yacht, le foto del piatto mangiato nel ristorante stellato. Ho visto un reel di 3 minuti sull’utilizzo del filtro di intelligenza artificiale, che ti rende la pelle perfetta e che non si vede per niente che è finto! Cioè, ma tutto a posto? Ma siamo fuori!

Sono convinto che proprio per questo motivo l’estetica potrebbe diventare l’ancora di salvezza che può risollevarci da questa tristezza infinita. Ma non voglio che la conversazione si fermi alla superficie. Voglio che i giovani di oggi scoprano l’essenza profonda dell’arte. Anche per questo motivo è nato questo canale, che ha l’obiettivo di riuscire a scovare l’estetica nelle cose che viviamo tutti i giorni.

Le materie artistiche dovrebbero essere un tassello fondamentale nella crescita dei giovani. Purtroppo spesso vengono trascurate, o affrontate superficialmente. Il sistema scolastico gioca un ruolo chiave in questo caso, e mi riferisco a ministri e company che dovrebbero darsi una svegliata. Devono fare di più per portare l’arte nelle aule! Leviamo qualche ora a quelle materie grigie e stantie, sempre troppo presenti, come che ne so: l’italiano, la storia, la geografia. Al di là della provocazione vorrei porre l’attenzione su un punto importante.

Perché a questi ragazzi gli insegniamo a leggere le lingue, a leggere i numeri e non a leggere le immagini? Oggi viviamo in un mondo fatto di immagini. I social, la rete, le strade. Tutto è concepito attraverso la visualizzazione di colori e forme. Ogni cosa che tocchiamo, che vediamo, è concepita con un determinato aspetto visivo. E se non educhiamo i ragazzi alla lettura di questi aspetti estetici, stiamo sfornando degli analfabeti dell’estetica!

E poi anche il metodo usato per l’insegnamento. Questi ragazzi passano ore intere seduti dietro a un banco a guardare una carrellata di insegnanti che gli parlano davanti, e gli infilano nella testa nozioni su nozioni, e poi a casa a fare i compiti, e quindi altro lavoro. Facciamogli pigliare aria, sti ragazzi! Quanto potrebbe essere bella una scuola con ambienti più luminosi, con la possibilità di movimento degli allievi, in spazi non più conformi a quell’idea di industrializzazione che ci portiamo dagli anni 30. Non è difficile! Lo fanno in altre scuole sul pianeta terra da oltre 10 anni. Ma come al solito noi siamo sempre il fanalino di coda dell’Europa. E questa è una cosa che mi fa male.

Vorrei precisare una cosa che ho accennato all’inizio del video. Ovviamente non parlo dello studio dell’arte in maniera teorica, o meglio, non solo quello. Cioè, ci starebbe bene, nella scuola che io preferisco, anche questo. Magari! Perché sono convinto che la storia dell’arte aiuti a dare maggiore valore ai monumenti e alle opere che abbiamo ereditato. Solo così possiamo avere rispetto di quello che abbiamo, e non capitare in fatti increscosi come: l’idiota che ha scritto il nome della fidanzata al Colosseo, oppure gli imbecilli che hanno taggato la galleria auto definendosi ultimo baluardo di hip hop, che attacca la street art su commissione.

Tornando a noi, quindi dicevo, non solo più storia dell’arte nelle scuole, ma anche più tecniche artistiche. Facciamo in modo che gli allievi nelle scuole italiane si mettano in gioco esprimendosi al meglio, e sperimentando tecniche sempre più nuove. La manipolazione dei materiali è un approccio che non dovrebbe mai perdersi. Già non viene fatto al meglio nelle scuole d’infanzia e alle elementari, e di questo ne parlo in un altro video. Ma poi arrivati alle medie, i ragazzi vengono privati della possibilità di avere un approccio ai materiali e alla creatività. Un bambino o adolescente deve formulare una propria idea e realizzarla. Pura espressione! Solo così riusciamo a fargli capire che: pensare e fare è nelle possibilità di tutti. Non siamo più negli anni 30.

Quindi, in un mondo che cambia così rapidamente, l’arte può insegnare ai ragazzi a guardare con occhi curiosi ed esplorare nuove forme di espressione. L’arte è un linguaggio universale, una finestra attraverso la quale possiamo intravedere racconti, emozioni, pensieri profondi. Ecco perché è cruciale che il sistema scolastico dia valore all’educazione artistica, e che dia la possibilità agli insegnanti di dedicarsi con passione e competenza a questo approccio educativo.

Quindi cari ministri e company, professoroni ed espertoni, provate a guardare un disegno di un bambino. Pensate a tutto il mondo di scoperte e possibilità che potrebbe nascondere. L’educazione artistica è il primo passo verso una società che apprezza e comprende veramente la bellezza che ci circonda.