Quanto è importante per un brand una buona campagna pubblicitaria?
Fermati e rispondi senza pensarci troppo: qual è la prima pubblicità che ti viene in mente?
Qualsiasi essa sia ha avuto la forza di ritagliarsi un fazzoletto di spazio nei tuoi ricordi. Come? Sono certo che sia uno spot fuori dagli schemi, basato su un jingle, sull’ironia più o meno sottile, sul nonsense e chi più ne ha più ne metta.
È importante che ci sia una spiccata apertura mentale per raggiungere certe vette di notorietà.
Te le ricordi?
A me i primi due spot che sono venuti in mente provengono uno dall’ambito social e l’altro dalla tv.
Da un lato il recentissimo caso Unieuro e la sua “offerta che si commenta da sola”, dall’altro il famosissimo spot Motta, del 2017, in cui un meteorite collassava su chiunque non credesse in una “colazione leggera ma decisamente invitante”.
In entrambi gli esempi il comune denominatore è la sorpresa. Accade l’esatto opposto di ciò che ci si aspetterebbe da una pubblicità. Ti disorienta, crea dibattito, discussione, interesse.
Il brand diventa l’argomento più chiacchierato del momento, aumentando esponenzialmente la sua notorietà. Si spoglia dei classici canoni pubblicitari, liberandosi dell’armatura che lo rende uguale a centinaia di altri spot.
Si distingue dalla massa mostrando al mondo il suo unico e inimitabile volto.
Un gioco che va preso sul serio
Idee che vanno utilizzate con cura, richiedendo uno studio pre e post pubblicazione. È necessario che si abbia un obiettivo ben chiaro da raggiungere per poi prendere la mira e colpire perfettamente il bersaglio.
Occorre munirsi di una buona dose di coraggio, non aver paura di mettersi in gioco.
Esattamente come in una partita a poker, è impensabile credere di poter vincere il tavolo se di tanto in tanto non ci si assume dei rischi.
Unieuro, Motta e tantissime altre aziende l’hanno già capito, aprendo un nuovo varco nel complesso labirinto che è la comunicazione.
Immagine: Unieuro, dalla pagina Facebook.
