In partenza per il continente nero

Ogni volta che si parte per un viaggio si ha sempre la sensazione che qualcosa potrebbe non funzionare, o che quando sei li non potresti risolvere i tanti problemi che ti si parano davanti. Vorresti portarti dietro di tutto, per non perdere le comodità che hai.
Un ultimo resoconto prima di partire dallo studio di Dino per capire se nelle troppe valigie c’è tutta l’attrezzatura e gli oggetti che ci servono. Dopo l’ennesima lista ripetuta mentalmente, si parte per questo lungo viaggio.

L’arrivo a Caserta ci fa conoscere tre nuovi compagni di viaggio. Prima di incastrarci tutti in due macchine salutiamo per un ultima volta chi ci sta sempre vicino e ci accompagna in ogni posto.
Difficile staccarsi da chi ti vuole bene, pensando che forse quell’avventura che stai per fare la potresti condividere con chi ti sta sempre vicino.
Il viaggio verso Roma ci fa capire, ancora una volta che una donna al volante è sempre pericolosa, ed è anche pericoloso stare dietro a chi guida per 300 chilometri, a 100 kmh. Viaggiamo stretti per le troppe valigie, e per l’auto troppo piccola, ma con la voglia di scoprire cosa ci sia dall’altra parte che ci aspetta.
L’aeroporto si presenta con un parco pieno di giganti strutture, tutte venute da un film. Mi pare di stare in un posto magico che anticipa un viaggio verso un altro pianeta. Dopo un breve spuntino fatto con il famoso panino con la cotoletta, che ha sempre lo stesso sapore ovunque tu vada. Ci incamminiamo per arrivare nel settore dell’imbarco. Scopriamo che l’aereo sul quale viaggeremo è più che altro un pulman con le ali, ma questo non ci scoraggia. Invece, ci scoraggia il fatto che abbiamo effettuato già tre controlli, e ne faremo degli altri lungo tutto il percorso. Un entrare ed uscire da aeroporti dove non ti è possibile imbarcare oggetti che possono creare dei danni o mettere a rischi la sicurezza dei passeggeri, ma puoi tranquillamente comperare di tutto all’interno dell’aeroporto sesso. Alla faccia del sistema di sicurezza!
Finalmente dopo l’ennesimo controllo, ci si imbarca. Il mio posto da numerazione capita vicino al finestrino e come al solito sull’ala. La prima sensazione è che l’aereo, presentandosi in una condizione di degrado estetico, non possa arrivare all’atterraggio.
Il seguito dimostrerà che le nostre sensazioni sono giuste…